sabato 21 aprile 2012

Le novità per i contratti di prodotti agricoli

                                                             

 Nel Decreto sulle liberalizzazioni sono previste delle modifiche  per quanto riguarda la cessione di prodotti agricoli o del settore agro -alimentare.
    
Le novità principali sono riassumibili in due tipologie:

      Obbligo della forma scritta;
      Termini per il pagamento delle fatture.

Il primo punto riguarda l'obbligo di stipulare un contratto tra le     parti avente ad oggetto la fornitura, la durata, le modalità di consegna, il tipo e la qualità delle merci il prezzo convenuto e i termini di pagamento.

Per quest'ultimo aspetto la norma prevede che per i prodotti agricoli deteriorabili la scadenza del pagamento è prevista entro 30 giorni dalla data di ricevimento della fattura, anche se in realtà i 30 giorni decorrono dalla fine del mese in cui si è ricevuta la fattura.
Mentre per i prodotti agricoli non deteriorabili la scadenza del pagamento è fissata in 60 giorni, fine mese, del ricevimento della fattura.
Occorre precisare che ci sono delle eccezioni all'applicazione della suddetta normativa, infatti per quanto riguarda i termini di pagamento sono escluse le forniture fatte alla Pubblica Amministrazione, la quale già oggi paga con almeno sei mesi di ritardo.
Un'altra eccezione, indispensabile, riguarda l'esonero dalla forma scritta per le vendite al minuto, e rinvia ad un successivo Decreto Ministeriale altre eventuali esclusioni, che si ritiene dovrebbero prevedere delle esenzioni fino ad una certa soglia di fatturato, altrimenti la gestione giornaliera diventerebbe molto complicata.
Risulta importante evidenziare che il mancato rispetto dei termini di pagamento previsti dalla legge, comporta l'addebito degli interessi di mora per un importo pari al 10% della somma dovuta.
Restano da chiarire molti altri aspetti, tra i quali il caso delle vendite all'estero, ad oggi escluse dalla suddetta normativa, ma in conclusione si può affermare che la regolamentazione dei pagamenti, rappresenta un'aspetto fondamentale per la difesa dei piccoli produttori agricoli e dei commercianti nei confronti dei colossi della Grande Distribuzione Organizzata, i quali fino ad oggi hanno approfittato della loro forza contrattuale, per stabilire tempi e modalità di pagamento.

sabato 17 marzo 2012

Redditometro

Oggi mi sembra opportuno trattare l'argomento fiscale che sta appassionando gli italiani negli ultimi tempi.                 


                          IL REDDITOMETRO 

                                                                                             
In particolare si tratta di un metodo di controllo dei contribuenti che utilizzando un software apposito, determina il reddito presunto che il soggetto doveva dichiarare sulla base dei beni o servizi acquistati.
Tali beni e servizi sono stati stabiliti nella norma istitutiva dello strumento di accertamento e al  link sottostante potrete trovare le linee guida dell'Agenzia delle Entrate sulla materia


Fortunatamente tale  sistema di controllo prevede l'obbligatorietà da parte degli Uffici Fiscali di invitare il contribuente presso l'ufficio al fine di dimostrare le modalità di acquisizione dei beni o servizi e quindi evitare l'accertamento.

Bisogna considerare inoltre che non rilevano solamente gli incrementi di patrimonio, ma anche le spese necessarie al mantenimento di tali beni.

Allo stato attuale è a disposizione dei contribuenti un software sperimentale da utilizzare come test, successivamente sulla base dei dati ottenuti, si provvederà all'elaborazione dello strumento definitivo.

Prossimamente vedremo l'impatto che questo strumento di controllo avrà sui contribuenti.


sabato 11 febbraio 2012

La nuova frontiera della consulenza fiscale




Nel corso del 2011 sono stati emanati quattro manovre di aggiustamento dei conti pubblici con annesse modifiche nel campo fiscale che hanno modificato completamente il rapporto tra fisco e contribuente. 
Infatti tali provvedimenti si sono concentrati esclusivamente su nuove entrate tributarie, che hanno interessato tutte le categorie di reddito presenti nel nostro Paese. 
A scopo esemplificativo citiamo quelle che hanno maggiormente attirato l’attenzione dei contribuenti italiani, quali lo spesometro , il redditometro, l’introduzione dell’IMU (Imposta Municipale Unica). 
Pertanto valutando l’insieme delle norme ho ritenuto necessario concentrare la mia attenzione su quelle che ritengo siano le novità maggiori per i contribuenti italiani, strumenti che in qualche modo si intrecceranno nella fase di controllo che l’Agenzia delle Entrate porrà in essere nel corso del 2012 e degli anni successivi. 
Si tratta di strumenti che consentono attraverso la verifica delle spese sostenute dal contribuente nel corso di un determinato periodo d’imposta la determinazione del reddito che lo stesso contribuente doveva percepire e quindi dichiarare per lo stesso periodo d’imposta. 
A prescindere dalle modalità tecniche di applicazione è necessario sottolineare che l’introduzione di tali strumenti di controllo rivoluzioneranno interamente il metodo di comportamento del singolo contribuente, in quanto lo stesso dovrà modificare il proprio comportamento di spesa al fine di evitare spiacevoli controlli. 
Analogamente dovrà essere modificato l’approccio di chi svolge attività di consulenza fiscale, il quale dovrà confrontare il reddito dichiarato dal contribuente con le spese da esso sostenute nel corso dell’anno, passando quindi da un’analisi di tipo economico – contabile ad una di tipo finanziaria.


sabato 31 dicembre 2011

Evoluzione



Oggi ultimo giorno del 2011, faccio questa breve riflessione.



Nell'ultimo mese ho verificato la mia attività giornaliera e mi sono accorto che ormai dedico almeno la metà della mia giornata lavorativa a rispondere alle mail, a comunicare a mezzo twitter o a prestare consulenza via skype o facebook.

Questa riflessione mi ha portato a comprendere come la professione in genere si è trasformata ed evoluta, in quanto pur restando al mio solito posto di lavoro riesco a comunicare con persone e aziende in tutta Italia.

Ovviamente ritengo questa evoluzione un aspetto positivo.

Negli ultimi tempi però mi sono pervenuti diversi messaggi che riconducono ad un sito web che riporto qui sotto 

il cui titolo mi mette molta ansia.

Ora comprendo appieno le strategie di marketing, ed anche se le idee in esso riportate sono largamente condivisibili, il titolo del sito mi lascia molto perplesso.

Ciò perchè pur essendo convinto della trasformazione che attende la professione di commercialista, così come quella di altre attività professionali, a mio parere occorre parlare di 

STRATEGIA DEL CAMBIAMENTO 

Preciso che non contesto il merito dell'iniziativa, cioè quella della creazione di un network professionale, in quanto essa può rappresentare una valida alternativa alla crisi che le professioni stanno attraversando, bensì il messaggio che si trasmette.

Infatti ritengo che oggi occorra infondere un messaggio di fiducia per il futuro delle professioni, in quanto le stesse hanno rappresentato e continueranno ad essere uno dei pilastri del Sistema Italia, anche se il modo di operare delle stesse sarà completamente diverso rispetto a quello conosciuto fino ad oggi.

Concludo augurando un nuovo anno ricco di soddisfazioni e che possa darci la forza per attuare il cambiamento necessario a migliorare l'attuale situazione di difficoltà.


martedì 29 novembre 2011

Rapporto tra GAS e commercio on line

Fino ad oggi ho esaminato gli aspetti evolutivi degli studi professionali strettamente correlati all'utilizzo delle nuove tecnologie digitali.
Mi interessa oggi evidenziare un altro aspetto più strettamente connesso al settore del commercio elettronico che ho definito
FUNZIONE SOCIALE DELL'E-COMMERCE 

In particolare la crescita esponenziale del settore del commercio elettronico ha modificato interamente l'approccio del consumatore agli acquisti.
Infatti prima di procedere ad un acquisto anche di tipo tradizionale, cioè recandosi al negozio, il consumatore si informa sul web sulle caratteristiche del prodotto e sui prezzi di vendita, sui rivenditori e compara i diversi tipi di prodotto in funzione dei propri gusti, utilizzando un sistema che oggi viene catalogato sotto la dicitura 
info commerce.

Proprio la diffusione di questa nuova figura di consumatore permette di rafforzare la crescita dei GRUPPI DI ACQUISTO che l'avvento delle tecnologie digitali e la diffusione dei social network ha rafforzato.
Il GAS non è altro che una associazione di persone che mettendosi in comune riescono ad acquistare beni e servizi a prezzi leggermente inferiori a quelli di mercato, in quanto potendo acquistare maggiori quantità di prodotti, riescono ad ottenere sconti sensibili sui prezzi di acquisto.
Vi sono anche GAS che privilegiano la qualità oltre al prezzo o altri che accomunati da determinati brand riescono ad ottenere beni che altrimenti il singolo non è nelle condizioni di mercato per ottenerli.

Quindi il GAS a prima vista potrebbe essere visto come la Rete INTERNET, che però si sviluppa attraverso le conoscenze personali di ogni singolo su un determinato territorio.

Quindi la scommessa del futuro sarà quella di creare dei GAS che utilizzando la Rete e mettendo in contatto soggetti che si trovano anche in luoghi diversi, possano modificare radicalmente le modalità di approccio all'acquisto.

Infatti oggi i siti che si occupano di commercio on line sono rivolti interamente a far conoscere al produttore, i gusti dei consumatori, al fine di avvicinarli ai loro prodotti.

In realtà occorrerebbe ribaltare il concetto fin qui sviluppato, cioè bisognerebbe tramite la creazione di  una comunità on line consentire la conoscenza di altri soggetti sul territorio interessati ad un determinato bene o servizio, ed aggregarli al fine di creare una massa critica che gli permetta di influenzare le scelte del produttore, al fine di ottenere prodotti migliori o a prezzi ridotti.

In tal caso sarebbero gli stessi consumatori finali ad influenzare i produttori, indirizzandoli verso quei prodotti 
che loro desiderano.

Questa è la vera sfida per cui occorre lavorare...



martedì 1 novembre 2011

E - Commerce

Oggi vorrei parlarvi di quanto mi sta accadendo negli ultimi tempi.
Infatti ho ricevuto molte richieste da parte di miei clienti sulle possibilità di iniziare la loro attività anche sul web affiancandola a quella tradizionale.
Con mia grande meraviglia ho scoperto che la loro richiesta non si fermava alla consulenza in materia amministrativa e fiscale, me si estendeva anche alle modalità di realizzazione del sito, nonchè ai mezzi da utilizzare per pubblicizzarlo.
Ovviamente da questo punto di vista ho evidenziato la necessità di rivolgersi a soggetti qualificati che da diverso tempo operano sul mercato.
Con alcuni si è anche parlato del notevole sviluppo dei social network ai quali molti sono iscritti, ma che non erano mai stati valutati quali mezzi per la diffusione delle loro iniziative produttive.
Pertanto al fine di agevolarli nella pianificazione della loro idea ho pensato di fare una breve promemoria che di seguito elenco:
  1. Valutare esattamente il mercato di riferimento, se quello locale, provinciale o regionale;
  2. Verificare se i prodotti che vogliono commercializzare hanno già una certa visibilità sul web;
  3. Stabilire una riorganizzazione della propria attività al fine di orientarla alla vendita on line, e determinare i costi da sopportare per la riorganizzazione.
  4. Pianificare un importo minimo da investire per realizzare il sito;
  5. Farsi coadiuvare dai propri familiari in special modo quelli più giovani che hanno maggiore familiarità con gli strumenti digitali;
  6. Curare la fase amministrativa e fiscale nella migliore maniera possibile in quanto la trasparenza sul web rappresenta un enorme biglietto da visita;
  7. Rappresentare al meglio le proprie idee al soggetto che li dovrà collaborare nella realizzazione del sito.
Ovviamente questi punti rappresentano solamente un punto di partenza per l'avvio di una attività on line e possono essere modificati in relazione agli obiettivi commerciali che si intendono perseguire.

sabato 15 ottobre 2011

Dove vanno gli studi professionali

Negli ultimi tempi anche a seguito della profonda crisi economica che attraversa l'intero pianeta, tutte le attività economiche cercano nuove vie sul quale puntare per il futuro.
Tale discorso vale ovviamente anche per gli studi professionali e interessa sia le giovani leve che anche gli studi presenti sul mercato da diverso tempo.
Poiché svolgo la professione di Dottore Commercialista punto le mie riflessioni su tale settore.
Molti colleghi cercano di diversificare la propria azione professionale andando incontro alle crescenti richieste dei clienti e ampliando il proprio raggio di competenze, anche creando appositi studi multi - professionali, che fidelizzino i clienti all'interno dello studio.
A mio parere oggi, il crescente utilizzo della Rete Internet, ed in particolare dei social network consente un approccio diverso, individuabile nei collegamenti interpersonali che ogni professionista può crearsi, e che consentono di utilizzare le specializzazioni di ognuno in un determinato settore.
Ovviamente allo stato pratico tale sistema presenta alcune difficoltà riconducibili alla mancanza di fiducia tra colleghi operanti nello stesso settore, con il tentativo miope  a volte di alcuni soggetti di accaparrarsi il cliente.
In questo senso i collegamenti telematici ci vengono in aiuto in quanto spesso il professionista specializzato in un certo settore opera in una altra città o in una altra regione con le conseguenti difficoltà di contattare il cliente.
Cito a titolo di esempio il mio caso personale, che mi vede operare in un piccolo centro della provincia di Agrigento, ma che grazie ai social network quale Twitter o Linkedin, ha creato una serie di relazioni professionali, molto spesso sfociate anche in amicizie.
Resta inteso che questo è solo il mio pensiero personale e si pone quale obiettivo quello di fare nascere un dibattito su tale tema, che, a mio avviso rimane il punto centrale dello sviluppo delle professioni ma anche di quello che con alcuni amici e colleghi chiamiamo #sistemapaese.