sabato 4 giugno 2011

Associazione blogger

Oggi mi fa piacere parlare del manifesto di Associazione Blogger che si occupa di creare una Federazione di soggetti per il riconoscimento dello status di Blogger.

Pur non essendo un blogger l'idea mi affascina in quanto proprio da tali intuizioni spesso si innescano dei meccanismi che portano alla nascita di molteplici iniziative.

Mi sono imbattuto in tale progetto dopo aver letto un articolo su Civile.it del Dr. Valentino Spataro, nonchè una serie di tweet.

In particolare mi affascina lo spirito di libertà che pervade il manifesto della nascente associazione, nonchè l'entusiasmo dei loro promotori.

Pertanto vi giro l'invito a divulgare il manifesto e eventualmente a proporre le vostre idee.

Fabio Mondino

sabato 7 maggio 2011

Le professioni nell'era digitale

Oggi mi soffermo su un aspetto che negli ultimi tempi ha assunto notevole rilevanza per tutte le professioni.
Tale argomento riguarda il crescente utilizzo nell'attività professionale quotidiana della telematica e della modalità di lavoro che si può riassumere nella dicitura " sempre connesso ".
Questo aspetto se da un lato facilita notevolmente il nostro lavoro limitando al minimo le necessità di recarsi presso gli Uffici della Pubblica Amministrazione, dall'altro lato ha creato nella clientela l'idea che lo svolgimento degli adempimenti burocratici si possa eseguire con l'utilizzo di un semplice click.
Purtroppo ciò non corrisponde al vero in quanto per la redazione e trasmissione di tutta la documentazione necessaria occorre essere in possesso di software sempre più veloci e sofisticati, con conseguente necessità di aggiornamento professionale oltre che di costi per l'acquisto dell'hardware necessario al corretto funzionamento.
Ciò in realtà non rappresenta un aspetto essenziale nel discorso che si sta affrontando, in quanto l'aspetto più preoccupante è l'idea che il cliente ha realizzato, così riassumibile:

mi serve urgentemente.

Tale aspetto sta diventando molto logorante per l'attività quotidiana, aggravato dal fatto che tale idea si è diffusa anche negli organi della Pubblica Amministrazione addetti alle verifiche e ai controlli, i quali molto spesso richiedono in tempo reale la stampa o l'invio di documentazione in formato elettronico.
Pensare di cambiare la mentalità del cliente o della P. A. personalmente, lo ritengo, quasi impossibile, in special modo in una società in cui l'individuo si ritiene al centro del mondo e le aspettative alle sue richieste non sono limitabili.
L'unico aspetto su cui realmente si potrebbe incidere è quello del miglior utilizzo delle procedure informatiche facendosi coadiuvare da esperti che consentano di razionalizzare le procedure di trasmissione.

L'alternativa potrebbe essere rappresentata da una campagna di sensibilizzazione presso l'opinione pubblica che evidenzi il lavoro che il professionista svolge quotidianamente, tesa ad ottenere un maggiore rispetto sia da parte del cliente che dagli organi della P. A.

In quest'ultimo caso ritengo che tale funzione debba essere svolta dagli Ordini Professionali e il singolo Professionista può solamente stimolare gli Ordini di appartenenza in tal senso.

giovedì 17 marzo 2011

Organismo di mediazione

In un mondo perfetto scegliere dovrebbe essere facile. Ho chiesto al dott. commercialista Mondino di illustrare le prime differenze tra i diversi organismi di mediazione.
I lettori di Civile.it hanno gia' conosciuto il dott. Mondino. La domanda che gli ho posto via twitter e' stata molto banale: quali sono le differenze tra i diversi organismi di mediazione.
La risposta e' stata semplice, concisa e concreta. Eccola.
Le principali differenze riscontrabili nella costituzione degli organismi di mediazione nascono dall’esigenza prevista dalla normativa vigente (D. M. 180 del 28/10/2010) di ottenere il riconoscimento all’esercizio dell’attività di mediazione da parte del Ministero della Giustizia.
E ‘ prevista la distinzione tra i seguenti organismi:

• Organismi facenti capo ad un Ente Pubblico;
• Organismi facenti capo ad un Ente privato;

I primi sono quelli costituiti, anche in forma associata, dalle CCIAA e dai consigli degli ordini professionali e vengono iscritti su semplice domanda, verificando solamente la sussistenza del solo requisito della garanzia di serietà ed efficienza, per l’organismo e dei requisiti di cui al comma 3, del D. M. 180 del 28/10/2010 per i mediatori.
Occorre distinguere però gli organismi formati dai Consigli degli Ordini degli Avvocati da quelli formati da Consigli degli ordini professionali differenti.
Infatti questi ultimi possono costituire organismi di mediazione solo ed esclusivamente per le materie di loro competenza (ad esempio gli Ingegneri solo per le materie tecniche e così via).
Per quanto riguarda gli organismi facenti parte di un Ente Privato, occorre innanzitutto precisare che è necessaria una forma societaria e che il capitale minimo previsto sia pari almeno a quello minimo previsto per le società di capitali, cioè € 10.000,00.
Uno degli aspetti preminenti in questo caso è la scelta della forma societaria, poiché subentrano diversi problemi connessi allo svolgimento dell’attività.
Il principale, nel caso di organismi di mediazione costituiti da Avvocati iscritti all’Ordine, è la necessità di nominare un Amministratore esterno poiché la carica di Amministratore è incompatibile con l’esercizio della professione forense.
L’aspetto fiscale rappresenta anche un problema da affrontare al momento della costituzione e in tal caso assume un ruolo indispensabile la previsione del fatturato che l’organismo prevede di raggiungere.
Infatti nel caso di società di persone per la loro caratteristica di ripartizione del reddito l’importo della partecipazione all’organismo di mediazione potrebbe cumularsi con i redditi personali e pertanto avere notevoli ripercussioni in sede di dichiarazione dei redditi, aspetto che nel caso di società a responsabilità limitata non si presenta.
pubblicato su civile.it il 23.02.2011

domenica 23 gennaio 2011

Riflessioni sulla mediazione

In vista dell'avvio dell'obbligatorietà della procedura di conciliazione in alcune materie di causa civile, mi preme fornire una serie di considerazioni in merito agli sviluppi che tale istituto può generare.
Tali considerazioni sono state elaborate sulla base di numerosi incontri avuti negli ultimi tempi con svariati professionisti operanti in Sicilia.
La prima considerazione positiva nasce dal fatto che diversi sono i professionisti interessati alla materia, senza distinzione di età o settore di svolgimento della professione.
Ma è sopratutto importante il fatto che per sviluppare efficacemente il meccanismo della mediazione, occorre aggregare diverse figure professionali, che prima d'ora mai avevano collaborato insieme.
Pertanto un altro aspetto interessante di tale istituto è la nascita e crescita professionale di soggetti che si aggregano al fine di fornire un servizio più completo possibile.
Proprio sul tema del servizio mi ricollego alle considerazioni inviatemi dall'Avv. Alessandro Savoca , il quale mi ha proposto una chiave di lettura molto interessante, che è sintetizzabile sul principio di elaborazione di un servizio denominato " Giustizia ", concetto fino ad oggi poco trattato e che necessita di ulteriori approfondimenti.
Infine collegandomi a quanto prima affermato sulla interprofessionalità a mio parere ciò può rappresentare anche una risposta all'espansione degli studi stranieri che arriveranno in Italia nel breve periodo.

sabato 6 novembre 2010

L'evoluzione degli studi professionali

La crescente informatizzazione nonchè l'enorme diffusione della rete internet, sta modificando notevolmente l'organizzazione degli studi professionali.
Infatti negli ultimi tempi il crescente utilizzo delle reti telematiche, anche a seguito degli obblighi imposti dallo Stato, ha radicalmente cambiato l'approccio del professionista allo sviluppo della propria professione.
E' ovvio che questo avrà maggiori ripercussioni, quando si avrà il cambio generazionale dei titolari e i nuovi professionisti saranno quelli oggi conosciuti come nativi digitali.
Per quanto riguarda la mia esperienza posso affermare che da più di un anno utilizzo molto i cosiddetti new media, ovvero i social network.
Da tale esperienza ho tratto notevoli benefici sia in termini di conoscenze personali che dal punto di vista dell'arricchimimento professionale, potendo in qualsiasi momento confrontarmi con altri professionisti operanti anche in realtà diverse, e traendo notevoli spunti per quanto concerne lo sviluppo della professione.
E' importante sottolineare che trovandomi ad operare in un Comune di circa 20.000 abitanti in provincia di Agrigento, senza le possibilità offerte dalla rete non sarei potuto riuscire a migliorare la mia posizione professionale.
Ciò si ricollega a uno dei problemi che attanagliano oggi l'Italia ed in particolare il centro-sud, ovverossia il digital divide.
Infatti la mancanza di una rete così diffusa e potente sta creando notevoli problemi alle giovani generazioni, riducendo anche le loro possibilità di crescita e sviluppo professionale.
Questo potrebbe essere anche uno dei motivi che spingono i giovani a trasferirsi al Nord Italia ed in Europa, anche per studiare a livello universitario.
Ritornando al tema originario, cioè l'evoluzione delle professioni, a mio parere occorre evidenziare un altro aspetto negativo, cioè la diffusa tendenza tra i professionisti italiani a conservare i propri privilegi e le posizioni raggiunte, non accorgendosi che la società si sta evolvendo e l'avvento delle tecnologie digitali alla fine li metterà in seria difficoltà fino a travolgerli.
Tale posizione è meno netta e definita tra i giovani professionisti i quali stanno cogliendo le nuove opportunità e tra le quali si riscontra una notevole tendenza a sfruttare al meglio le opportunità offerte.

sabato 9 ottobre 2010

Il ruolo delle professioni intellettuali

Questo articolo si pone come obiettivo l'avvio di una discussione sul ruolo che le professioni intellettuali possono svolgere nell'attuale situazione italiana.
Infatti da molte parti si assiste ad una tutela delle proprie competenze e dei propri ruoli acquisiti, limitando in tal modo lo sviluppo delle stesse professioni e con esse anche del sistema Paese.

Uno degli esempi più calzanti riguarda l'avvio delle procedure di conciliazione, infatti si può osservare quotidianamente da parte di alcune categorie alla volontà di introdurre delle limitazioni nell'applicazione di tale procedura in maniera tale da ridurre l'impatto che essa potrebbe avere sul sistema giustizia civile, in Italia.

Tale aspetto si ricollega esattamente con le radicali trasformazioni che le professioni devono affrontare, anche in virtù dell'introduzione delle nuove tecnologie che stanno modificando radicalmente il modo di operare dei professionisti.


Pertanto è necessario che i professionisti approfittino delle opportunità offerte dalle nuove disposizioni per ampliare la propria offerta e modificare la loro mission.

In parte nel mio piccolo sto cercando di modificare l'attuale impostazione dello studio profesionale , utilizzando i diversi mezzi di comunicazione operanti quali i social network, i quali mi hanno offerto una notevole possibilità di crescita professionale, permettondomi di allacciare scambi culturali e professionali con diversi professionisti operanti in tutta Italia.

Proprio per consentire alle profesioni di approfondire tali argomentazioni è stato creato dal Dottore Gian Marco Boccanera, un gruppo operante su LINKEDIN sulla Conciliazione e Creatività, che si pone come obiettivo la crescita delle profesioni intellettuali, le quali possono rappresentare il motore portante della crescita italiana purchè superino quegli atteggiamenti egoistici in precedenza citati.

http://www.linkedin.com/groupItem?view=&gid=3529892&type=member&item=31713274&qid=09a3efa6-c869-4546-a6f3-77bbf23a7b08&goback=%2Egmp_3529892

martedì 7 settembre 2010

LA CICALA E LA FORMICA

Anche quest'anno alla ripresa dalle ferie assisto ad una continua richiesta di documenti per apertura di posizioni fidi e richieste di finanziamento.
Ciò in quanto durante il periodo estivo si sono ridotte notevolmente le risorse finanziarie dei clienti, confermando nuovamente la parabola della cicala e della formica.
Per i pochi che non lo ricordassero essa fa riferimento alla formica che durante l'estate accantonava le risorse alimentari per il periodo invernale a differenza della cicala che le consumava interamente, non preoccupandosi del futuro.
Con ciò non voglio affermare che tutti siano spreconi, ma sarebbe stato opportuno in un periodo di crisi come quello attuale, una maggiore attenzione al risparmio, da utilizzare nei periodi bui dell'inverno che ci aspettano.
Noto inoltre, la scarsa propensione all'investimento nelle attività commerciali o industriali, in quanto allo stato attuale tale opzione viene considerata poco remunerativa.
A mio modesto parere sarebbe opportuno modificare il nostro orientamento di spesa, indirizzandolo verso forme di investimento che possano garantire un futuro migliore, tra queste, di notevole importanza sono quelle relative alla formazione personale e dei propri figli.